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RUOLI TECNICI: INTERVENTO PRESSO IL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA

CONVEGNO AL DAP

Gent.le On. Sottosegretario,

 

abbiamo ritenuto importante segnalarLe la questione della Riforma del personale penitenziario operante sia al DAP che al DGM e di Comunità, oggetto di un approfondito dibattito tra i componenti del TAVOLO 15, istituito nell’ambito degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale.SEGUE

lettera ruoli tecnici sottoseg

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PENSIONE CON 40 ANNI DI CONTRIBUTI

COMUNICATI STAMPA

                         IL PRESIDENTE DI A.SI.A. FAVOREVOLE AL DDL DAMIANO

ROMA, 18/03/2016 – 00:00 (informazione.it – comunicati stampa – politica e istituzioni)

Il Presidente della Confederazione  Associazione Nazionale Ruoli Tecnici dr. Quirino Catalano concorda con il disegno di legge predisposto dal presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, che prevede il diritto alla pensione, indipendentemente dall’eta’, per chi abbia superato i 40 anni di attivita’ lavorativa e manifesta soddisfazione per la presa di posizione favorevole del sindaco di Torino Piero Fassino. E’ ora che si proceda ad una riforma della legge Fornero senza ulteriori ritardi per dare finalmente un segnale positivo alla ripresa economica occupando i posti lasciati liberi con nuove forze lavorative.

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NASCE Il MOVIMENTO DEI LAVORATORI PENITENZIARI TOTALMENTE DEDICATO ALLA RIFORMA DEL PERSONALE DEL COMPARTO MINISTERI, SIA DEL DAP CHE DEL DGM E DI COMUNITA’, MA NON SOLO……

cropped-anrtpp.jpgCari Colleghi,

abbiamo deciso di dar vita ad un movimento organizzato ed autonomo dalle varie forze politiche e sindacali, per rafforzare la ns battaglia per la Riforma del personale penitenziario, sia del DAP che del DGM e di comunità, vista la frammentazione sindacale su questo   importantissimo argomento, che ha portato a continui rinvii e ostacoli nell’approvazione del relativo progetto.

Abbiamo ritenuto dopo innumerevoli battaglie e l’esperienza acquisita attraverso petizioni; convegni alla Camera e innumerevoli incontri di rendere il movimento qualcosa di tangibile e di assolutamente verificabile attraverso le iscrizioni conteggiate dal MEF., in modo che fosse chiaro a tutti la volontà della stragrande maggioranza del personale penitenziario civile.

Il nostro è un Movimento di lavoratori non di parte, ma che intende raggruppare tutti i colleghi senza distinzioni alcuna. Ricordiamo che questa ASSOCIAZIONE ha dato la rappresentanza a migliaia di operatori penitenziari ,rimasti nel comparto ministeri, che lamentano la disparita di trattamento giuridico – economico, rispetto agli appartenenti al Comparto Sicurezza. In effetti, anni di scarsa attenzione per il personale civile penitenziario hanno comportato che il medesimo si trovasse a far parte di una delle poche categorie meno remunerate dell’amministrazione penitenziaria, nonostante l’elevata professionalita’, che lo contraddistingue e cardine del dispositivo costituzionale e legislativo in materia di trattamento e rieducazione.

Il nostro movimento in fase di costruzione già sta raccogliendo diverse adesioni e sono allo studio lo sviluppo di strategie oculate per avere un alto consenso e rafforzare la ns dignità di lavoratori agli occhi dell’opinione pubblica e delle istituzioni. E’ ovvio che tutte le nostre iniziative hanno bisogno del vs sostegno e dei vostri suggerimenti attraverso gli strumenti del blog ,internet, email per essere veloci e incisivi.

E’ il momento della scelta rompendo gli equilibri tradizionali   e dando vita ad un forte movimento dei lavoratori penitenziari frammentati tra amministrazione penitenziaria e giustizia minorile e di comunità.

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COMUNICATO STAMPA 9.3.2016

RIFORMA DEL PERSONALE DEL COMPARTO MINISTERI PENITENZIARIO SIA DEL DAP CHE DEL DGM E DI COMUNITÀ: DAL TAVOLO 15 DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CONCLUSIONI NON UNIVOCHE!!!!!!!

Sono arrivate le relazioni conclusive degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, istituiti presso il Ministero della Giustizia, in particolare si evidenza quella del Tavolo 15 che si occupa di Operatori penitenziari e formazione e in particolare dei profili giuridico-economico e amministrativo del personale, del suo benessere e della formazione, alla luce del principio della multiprofessionalità che caratterizza il mondo penitenziario.
Sono arrivate le relazioni conclusive degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, istituiti presso il Ministero della Giustizia, in particolare si evidenza quella del Tavolo 15 che si occupa di Operatori penitenziari e formazione e in particolare dei profili giuridico-economico e amministrativo del personale, del suo benessere e della formazione, alla luce del principio della multiprofessionalità che caratterizza il mondo penitenziario. Dalla lettura della relazione conclusiva del Tavolo emerge in modo chiaro il bisogno di cambiamento dell’intero sistema dell’esecuzione penale con riferimento in modo particolare al personale penitenziario e alla formazione. Vi sono però delle criticità che questa Associazione ritiene di evidenziare: 1) Le conclusioni alle quali è giunto il TAVOLO non è univoca, vi sono due concezioni diverse: una che vede la soluzione attraverso un modello organizzativo e operativo da costruire all’interno di un Corpo di Giustizia al servizio dell’intera Amministrazione di Giustizia, in sostituzione dell’attuale Corpo di Polizia penitenziaria; l’altra che chiede di valorizzare il lavoro degli operatori penitenziari attraverso un nuovo modello organizzativo e di gestione. 2) La mancanza tra i componenti del tavolo di appartenenti al Comparto Ministeri . 3) La mancanza di incontri ufficiali con le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni. La prima proposta di fatto viene affondata perchè richiede ” una modifica radicale della vigente normativa degli attuali ordinamenti professionali riferiti alla dirigenza penitenziaria, al Corpo di Polizia penitenziaria al Corpo degli Agenti di custodia, limitatamente agli ufficiali che permangono seppure ad esaurimento nell’attuale organizzazione di sistema, alla dirigenza di Area 1 e al personale amministrativo e tecnico (funzionari giurico-pedagogici, funzionari di servizio sociale, funzionari contabili, funzionari amministrativi, funzionari tecnici, ingegneri e architetti e personale inquadrato nelle aree 2^ e 1^ di comparto “). La seconda proposta è ritenuta più semplice, poiché richiede alcuni interventi “di modifica dell’attuale ordinamento penitenziario, tali da consentire la revisione delle funzioni del direttore di Istituto e di Ufficio di esecuzione penale e l’istituzione della funzione di direttore di area, del trattamento, della sicurezza e dell’organizzazione. Una proposta che concretizza i presupposti di un nuovo modello organizzativo in grado di interpretare la complessità della quotidianità del sistema e realizzare, in modo più consapevole e determinato, il nuovo senso delle pene che si sta radicando nella cultura sociale e politica”. Quest’ultima, pur se apprezzabile, non risolve la questione sulla frammentazione economico giuridica del personale che influenza in modo negativo i rapporti tra i lavoratori del settore. Nessuno ha proposto la strada più semplice, ossia quella che conduce ad un unico ordinamento dell’intero personale dell’Amministrazione Penitenziaria attraverso poche e lineari modifiche normative ovvero attraverso l’ampliamento dei RUOLI TECNICI DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA. Posizione promossa e sostenuta da questa Associazione da diversi anni e che rappresenta il primo passo per giungere a gradi a quella proposta per l’Istituzione del Corpo della Giustizia, che rappresenterebbe l’optimum. La volontà di moltissimi appartenenti sia al Comparto ministeri che al Corpo di Polizia penitenziaria (non dimentichiamo che anche alcuni autorevoli sindacati del Corpo hanno aderito e promosso la costituzione dei ruoli tecnici!) non può e non deve continuare ad essere ignorata e pertanto si chiede alle autorità politiche un intervento concreto e fattivo al conseguimento di una vera riorganizzazione dell’Amministrazione Penitenziaria in senso moderno ed efficace, eliminando le attuali ed estremamente disfunzionali frammentazioni.
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RIFORMA MINISTEROGIUSTIZIA:LA NUOVA ARTICOLAZIONE DEL DAP

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Decreto 2 marzo 2016Individuazione presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria degli uffici di livello dirigenziale non generale, la definizione dei relativi compiti e l’organizzazione delle articolazioni dirigenziali territoriali ai sensi dell’art. 16 c1 e c2 del d.p.c.m. 84/2015, nonché l’individuazione dei posti di funzione da conferire nell’ambito degli uffici centrali e periferici dell’amministrazione penitenziaria ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 63/2006.

È stato firmato ed inviato alla corte dei conti per la registrazione pubblicato sul sito www.giustizia.it

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