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COMUNICATO STAMPA 9.3.2016

RIFORMA DEL PERSONALE DEL COMPARTO MINISTERI PENITENZIARIO SIA DEL DAP CHE DEL DGM E DI COMUNITÀ: DAL TAVOLO 15 DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CONCLUSIONI NON UNIVOCHE!!!!!!!

Sono arrivate le relazioni conclusive degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, istituiti presso il Ministero della Giustizia, in particolare si evidenza quella del Tavolo 15 che si occupa di Operatori penitenziari e formazione e in particolare dei profili giuridico-economico e amministrativo del personale, del suo benessere e della formazione, alla luce del principio della multiprofessionalità che caratterizza il mondo penitenziario.
Sono arrivate le relazioni conclusive degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, istituiti presso il Ministero della Giustizia, in particolare si evidenza quella del Tavolo 15 che si occupa di Operatori penitenziari e formazione e in particolare dei profili giuridico-economico e amministrativo del personale, del suo benessere e della formazione, alla luce del principio della multiprofessionalità che caratterizza il mondo penitenziario. Dalla lettura della relazione conclusiva del Tavolo emerge in modo chiaro il bisogno di cambiamento dell’intero sistema dell’esecuzione penale con riferimento in modo particolare al personale penitenziario e alla formazione. Vi sono però delle criticità che questa Associazione ritiene di evidenziare: 1) Le conclusioni alle quali è giunto il TAVOLO non è univoca, vi sono due concezioni diverse: una che vede la soluzione attraverso un modello organizzativo e operativo da costruire all’interno di un Corpo di Giustizia al servizio dell’intera Amministrazione di Giustizia, in sostituzione dell’attuale Corpo di Polizia penitenziaria; l’altra che chiede di valorizzare il lavoro degli operatori penitenziari attraverso un nuovo modello organizzativo e di gestione. 2) La mancanza tra i componenti del tavolo di appartenenti al Comparto Ministeri . 3) La mancanza di incontri ufficiali con le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni. La prima proposta di fatto viene affondata perchè richiede ” una modifica radicale della vigente normativa degli attuali ordinamenti professionali riferiti alla dirigenza penitenziaria, al Corpo di Polizia penitenziaria al Corpo degli Agenti di custodia, limitatamente agli ufficiali che permangono seppure ad esaurimento nell’attuale organizzazione di sistema, alla dirigenza di Area 1 e al personale amministrativo e tecnico (funzionari giurico-pedagogici, funzionari di servizio sociale, funzionari contabili, funzionari amministrativi, funzionari tecnici, ingegneri e architetti e personale inquadrato nelle aree 2^ e 1^ di comparto “). La seconda proposta è ritenuta più semplice, poiché richiede alcuni interventi “di modifica dell’attuale ordinamento penitenziario, tali da consentire la revisione delle funzioni del direttore di Istituto e di Ufficio di esecuzione penale e l’istituzione della funzione di direttore di area, del trattamento, della sicurezza e dell’organizzazione. Una proposta che concretizza i presupposti di un nuovo modello organizzativo in grado di interpretare la complessità della quotidianità del sistema e realizzare, in modo più consapevole e determinato, il nuovo senso delle pene che si sta radicando nella cultura sociale e politica”. Quest’ultima, pur se apprezzabile, non risolve la questione sulla frammentazione economico giuridica del personale che influenza in modo negativo i rapporti tra i lavoratori del settore. Nessuno ha proposto la strada più semplice, ossia quella che conduce ad un unico ordinamento dell’intero personale dell’Amministrazione Penitenziaria attraverso poche e lineari modifiche normative ovvero attraverso l’ampliamento dei RUOLI TECNICI DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA. Posizione promossa e sostenuta da questa Associazione da diversi anni e che rappresenta il primo passo per giungere a gradi a quella proposta per l’Istituzione del Corpo della Giustizia, che rappresenterebbe l’optimum. La volontà di moltissimi appartenenti sia al Comparto ministeri che al Corpo di Polizia penitenziaria (non dimentichiamo che anche alcuni autorevoli sindacati del Corpo hanno aderito e promosso la costituzione dei ruoli tecnici!) non può e non deve continuare ad essere ignorata e pertanto si chiede alle autorità politiche un intervento concreto e fattivo al conseguimento di una vera riorganizzazione dell’Amministrazione Penitenziaria in senso moderno ed efficace, eliminando le attuali ed estremamente disfunzionali frammentazioni.
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di asiaconfederazione

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