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LETTERA AL MINISTRO E AL CAPO DEL DIPARTIMENTO

LETTERA AL MINISTRO E AL CAPO DEL DIPARTIMENTO

Roma,lì 6.5.2016

 

OGGETTO: Conclusioni degli Stati Generali.

 

         Signor Ministro,

avevamo riposto ampia fiducia per la costituzione degli STATI GENERALI, con particolare riguardo al TAVOLO 15, ma siamo rimasti profondamente delusi dalle conclusioni finali espresse dalla relativa Commissione in merito alla riforma del personale penitenziario del Comparto Ministeri, riforma indispensabile che concerne una serie variegata di professionalità che di fatto è trattata in maniera differenziata rispetto agli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria, che sono inseriti nel Comparto Sicurezza.

     Sicuramente ha pesato, come già rilevato dalla scrivente Associazione, il mancato inserimento nel Tavolo 15 del personale del Comparto Ministeri. Al tavolo sedevano, infatti, rappresentanti della cultura, dirigenti penitenziari e Commissari del Corpo di Polizia penitenziaria, che seppure quotidianamente vivono anche loro la realtà carceraria, non la vivono di certo con il senso di frustrazione e con le gravi difficoltà del personale del Comparto Ministeri, accentuate ed in alcuni casi esasperate dalla disparità di trattamento economico-giuridico che sono costretti a vivere.

     Riteniamo inaccettabili le conclusioni a cui è giunto il TAVOLO 15 che recitano: “In questo quadro, il Comitato ritiene che la proposta di riunire le diverse figure di operatori penitenziari in un unico Corpo di Giustizia non sia conciliabile con la complessità del sistema: la semplificazione organizzativa e ordinamentale delle professioni rischierebbe di consolidare la staticità della struttura gerarchica impedendo quel dinamismo relazionale utile a soddisfare i diversificati bisogni connessi alle posizioni giuridiche soggettive che interagiscono nella comunità penitenziaria”.

 Evidentemente i componenti (ad esclusione di quelli che non hanno condiviso questa impostazione) non hanno contezza delle difficoltà operative che si verificano di continuo negli Istituti Penitenziari e che vanificano gli sforzi di tutti quelli che ci lavorano, gran parte dei quali insoddisfatti del trattamento discriminatorio che sono costretti giornalmente a subire. A titolo di esempio, si rappresenta che un Funzionario dell’Amministrazione con tanto di titolo di studio e di responsabilità attribuitegli dall’Amministrazione Penitenziaria percepisce almeno 800 euro in meno rispetto ad un Commissario di Polizia Penitenziaria pari livello e almeno 400 euro in meno rispetto ad un agente. Se i membri della Commissione avessero approfondito questo dato, avrebbero ben compreso e sostenuto la costituzione di un Corpo di Giustizia o, in alternativa, (soluzione praticabilissima) l’ampliamento dei Ruoli Tecnici, peraltro già istituiti dalla nostra Amministrazione, in quanto uniche soluzioni possibili affinché il sistema carcerario diventi finalmente efficace ed efficiente e si ponga all’avanguardia degli altri Stati europei.

   Nel permanere della situazione attuale, tutto ciò non potrà mai accadere, a nostro modesto avviso.

   Peraltro, non comprendiamo quale sia il pericolo ventilato dalla Commissione di cui sopra circa la “staticità gerarchica” quando di fatto i dirigenti penitenziari appartengono al Comparto Sicurezza e soprattutto quando il personale del Comparto Ministeri potrebbe essere inserito nei Ruoli Tecnici con gli stessi criteri adottati per la Polizia di Stato ed il Corpo Forestale, ossia con l’attribuzione di qualifiche non gerarchizzate, in quanto assumerebbero diverse denominazioni , nel pieno rispetto delle funzioni che andrebbero a svolgere.

   Non si può continuare ad ignorare, ostinatamente, che diverse centinaia di appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria di tutte le qualifiche svolgono da anni, sia al DAP che negli Istituti penitenziari, funzioni meramente amministrative. Forse i componenti ignoravano questo dato fondamentale.

   A questo punto riteniamo indispensabile l’istituzione di un nuovo TAVOLO nominando tra i componenti rappresentanti dei lavoratori sia sindacali che delle associazioni (compresa la nostra), che analizzi approfonditamente e in tempi brevi la questione proponendo in tempi brevissimi (30 gg.) una proposta di riforma che risponda pienamente alle esigenze dell’Amministrazione Penitenziaria, nel senso di rendere omogeneo l’Ordinamento del personale, superando le attuali discriminazioni.

   Nel restare in attesa di cortese urgente riscontro, disponibili ad un incontro per eventuali chiarimenti ed approfondimenti, si inviano cordiali saluti.

                                                                                  

                                                             Il Presidente

 

di asiaconfederazione