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LETTERA AL CAPO DIPARTIMENTO E AL DIRETTORE GENERALE DEL PERSONALE. INSERIAMO LA RIFORMA DEL PERSONALE DEL COMPARTO MINISTERI NEL RIORDINO DELLE CARRIERE

Il personale penitenziario è attualmente suddiviso in troppi comparti (dirigenti meduri,
dirigenti contrattualizzati, polizia penitenziaria, comparto ministeri); per intenderci, ci sono persone che s v o l g o n o le stesse mansioni e che corrono gli stessi rischi, m a hanno
trattamenti giuridici ed economici diversificati. Il personale del Comparto Ministeri consta di circa 4800 persone che giornalmente operano in condizioni di sott’organico (mancano almeno 2000 unità), con il consueto ausilio, di numerosissimi appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria, che vengono sistematicamente distolti dai loro ruoli istituzionali per far fronte a questa cronica carenza. In effetti, ci sono agenti, ispettore, commissari che aiutano ragionieri, educatori, informatici, operai e tecnici svolgendo funzioni amministrative, ma continuando a percepire un trattamento economico giuridico diverso, sicuramente migliore. Come facilmente intuibile, ciò non può che dar luogo a gravissime ripercussioni a livello di organizzazione del lavoro, a forte discapito della produttività e dell’impegno profuso da tutti.
Sottolineiamo che il personale civile corre gli stessi rischi della polizia penitenziaria, in quanto accede quotidianamente ai reparti detentivi ed è a contatto con i detenuti e i condannati, attendendo anche al trattamento intra ed extra murario. Svolge, in sostanza, compiti rilevanti per garantire la sicurezza della collettività al fianco delle forze dell’ordine e della magistratura, funzioni non assimilabili a quelle degli altri lavoratori ministeriali.
Crediamo che l’unico comparto che possa riuscire a garantire la professionalità
del personale civile penitenziario e q u i n d i l ’ o t t i m a l e f u n z i o n a m e n t o
d e l l ’ A m m i n i s t r a z i o n e p e n i t e n z i a r i a t u t t a sia quello della sicurezza, che andrebbe ampliato attraverso ruoli tecnici del Corpo di Polizia Penitenziaria, previsti attualmente solo per poche unità e solo per finalità relative alla banca dati DNA. Ribadiamo pertanto che la riforma del personale penitenziario vada affrontata in modo organico e che quindi riguardi tutto il personale penitenziario ( contabili, funzionari org.,funzionari giuridico pedagogici, funzionari linguistici ,assistenti amministrativi, tecnici e informatici, operatori vari, funzionari contabili, funzionati tecnici
e gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che svolgono compiti amministrativi, etc), senza escludere nessuno che lavori per e nelle carceri.
Questa O.S. da svariati anni lotta per la riforma in argomento attraverso
numerose iniziative sfociate in convegni, assemblee, manifestazioni e petizioni
(l’ultima inviata a settembre scorso). A seguito di tutte queste iniziative, il
Governo ha, nel mese di luglio 2014, condiviso un odg che alleghiamo in calce e
che ha preso in considerazione le problematiche penitenziarie e che ancora oggi
non è evoluta in qualcosa di concreto.
In considerazione dell’interesse manifestato dall’On.Ministro nella
riunione del 22.02.2017, si chiede un autorevole intervento della S.V. per la
risoluzione della problematica che potrebbe trovare soluzione nell’ambito del
Riordino delle Carriere attualmente in fase di discussione tra Governo e
Sindacati. A tale proposito si trascrive un proposta di emendamento da inserire
nel Riordino delle carriere:

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di asiaconfederazione

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