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RUOLI TECNICI PER RIORGANIZZARE L’amministrazione penitenziaria

 

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Quanta acqua deve passare sotto i ponti per capire la necessità di riorganizzare l’Amministrazione Penitenziaria tramite i Ruoli TECNICI. Riprendiamo con più vigore la battaglia che non si è fermata anzi………………………………………………………………….

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RIORGANIZZAZIONE AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA :AL VIA L’INTERPELLO PER LA NOMINA DEI DIRETTORI DEGLI UFFICI

VLUU L110, M110  / Samsung L110, M110

Dopo la maratona di Agosto, che hanno visto le OO.SS. confrontarsi con ‘Amministrazione sulla ripartizione delle dotazioni organiche della carriera dirigenziale penitenziaria e dei dirigenti A1 sembrerebbe in fase di stesura l’interpello per la nomina dei vari direttori degli uffici  del DAP e dei Provveditorati e Istituti penitenziari.

 

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LETTERA AL MINISTRO E AL CAPO DEL DIPARTIMENTO

LETTERA AL MINISTRO E AL CAPO DEL DIPARTIMENTO

Roma,lì 6.5.2016

 

OGGETTO: Conclusioni degli Stati Generali.

 

         Signor Ministro,

avevamo riposto ampia fiducia per la costituzione degli STATI GENERALI, con particolare riguardo al TAVOLO 15, ma siamo rimasti profondamente delusi dalle conclusioni finali espresse dalla relativa Commissione in merito alla riforma del personale penitenziario del Comparto Ministeri, riforma indispensabile che concerne una serie variegata di professionalità che di fatto è trattata in maniera differenziata rispetto agli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria, che sono inseriti nel Comparto Sicurezza.

     Sicuramente ha pesato, come già rilevato dalla scrivente Associazione, il mancato inserimento nel Tavolo 15 del personale del Comparto Ministeri. Al tavolo sedevano, infatti, rappresentanti della cultura, dirigenti penitenziari e Commissari del Corpo di Polizia penitenziaria, che seppure quotidianamente vivono anche loro la realtà carceraria, non la vivono di certo con il senso di frustrazione e con le gravi difficoltà del personale del Comparto Ministeri, accentuate ed in alcuni casi esasperate dalla disparità di trattamento economico-giuridico che sono costretti a vivere.

     Riteniamo inaccettabili le conclusioni a cui è giunto il TAVOLO 15 che recitano: “In questo quadro, il Comitato ritiene che la proposta di riunire le diverse figure di operatori penitenziari in un unico Corpo di Giustizia non sia conciliabile con la complessità del sistema: la semplificazione organizzativa e ordinamentale delle professioni rischierebbe di consolidare la staticità della struttura gerarchica impedendo quel dinamismo relazionale utile a soddisfare i diversificati bisogni connessi alle posizioni giuridiche soggettive che interagiscono nella comunità penitenziaria”.

 Evidentemente i componenti (ad esclusione di quelli che non hanno condiviso questa impostazione) non hanno contezza delle difficoltà operative che si verificano di continuo negli Istituti Penitenziari e che vanificano gli sforzi di tutti quelli che ci lavorano, gran parte dei quali insoddisfatti del trattamento discriminatorio che sono costretti giornalmente a subire. A titolo di esempio, si rappresenta che un Funzionario dell’Amministrazione con tanto di titolo di studio e di responsabilità attribuitegli dall’Amministrazione Penitenziaria percepisce almeno 800 euro in meno rispetto ad un Commissario di Polizia Penitenziaria pari livello e almeno 400 euro in meno rispetto ad un agente. Se i membri della Commissione avessero approfondito questo dato, avrebbero ben compreso e sostenuto la costituzione di un Corpo di Giustizia o, in alternativa, (soluzione praticabilissima) l’ampliamento dei Ruoli Tecnici, peraltro già istituiti dalla nostra Amministrazione, in quanto uniche soluzioni possibili affinché il sistema carcerario diventi finalmente efficace ed efficiente e si ponga all’avanguardia degli altri Stati europei.

   Nel permanere della situazione attuale, tutto ciò non potrà mai accadere, a nostro modesto avviso.

   Peraltro, non comprendiamo quale sia il pericolo ventilato dalla Commissione di cui sopra circa la “staticità gerarchica” quando di fatto i dirigenti penitenziari appartengono al Comparto Sicurezza e soprattutto quando il personale del Comparto Ministeri potrebbe essere inserito nei Ruoli Tecnici con gli stessi criteri adottati per la Polizia di Stato ed il Corpo Forestale, ossia con l’attribuzione di qualifiche non gerarchizzate, in quanto assumerebbero diverse denominazioni , nel pieno rispetto delle funzioni che andrebbero a svolgere.

   Non si può continuare ad ignorare, ostinatamente, che diverse centinaia di appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria di tutte le qualifiche svolgono da anni, sia al DAP che negli Istituti penitenziari, funzioni meramente amministrative. Forse i componenti ignoravano questo dato fondamentale.

   A questo punto riteniamo indispensabile l’istituzione di un nuovo TAVOLO nominando tra i componenti rappresentanti dei lavoratori sia sindacali che delle associazioni (compresa la nostra), che analizzi approfonditamente e in tempi brevi la questione proponendo in tempi brevissimi (30 gg.) una proposta di riforma che risponda pienamente alle esigenze dell’Amministrazione Penitenziaria, nel senso di rendere omogeneo l’Ordinamento del personale, superando le attuali discriminazioni.

   Nel restare in attesa di cortese urgente riscontro, disponibili ad un incontro per eventuali chiarimenti ed approfondimenti, si inviano cordiali saluti.

                                                                                  

                                                             Il Presidente

 

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DELUSIONE PER I RISULTATI DEGLI STATI GENERALI

Stralcio della relazione STATI GENERALI SULL’ESECU-ZIONE PENALE              Documento finale

 

“L’articolazione, prospettata da più Tavoli, di nuove figure professionali che tengano conto delle esigenze poste dalla mutata tipologia sociale dei soggetti in esecuzione penale, dovrà ancor più arricchire la complessiva multidisciplinarità che deve caratterizzare un intervento che sia necessariamente connesso alla complessità dei contesti sociali. In questo quadro, il Comitato ritiene che la proposta di riunire le diverse figure di operatori penitenziari in un unico Corpo di Giustizia non sia conciliabile con la complessità del sistema: la semplificazione organizzativa e ordinamentale delle professioni rischierebbe di consolidare la staticità della struttura gerarchica impedendo quel dinamismo relazionale utile a soddisfare i diversificati bisogni connessi alle posizioni giuridiche soggettive che interagiscono nella comunità penitenziaria”

 

CONCLUSIONI CHE NOI NON CONDIVIDIAMO !!!!!!!!!!

 

Qual è la proposta del COMITATO PER LA RIORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE?

 

“la valorizzazione delle diverse professionalità in un sistema che deve far leva sulla multidisciplinarità dell’approccio nella costruzione di percorsi di ritorno consapevole alla vita sociale libera, passi attraverso la previsione di più figure professionali, diverse”

 

In sostanza, quindi, c’è poco da cambiare e la diversità del trattamento economico giuridico? La riorganizzazione del personale penitenziario? Tutti temi irrisolti e che fanno capire la mancanza nei vari Tavoli degli Stati Generali di rappresentanti dei lavoratori penitenziari indicati oggi GENERICOMENTE come personale delle AREE.

 

 

Riteniamo dunque di procedere ad altre iniziative. Aiutateci a rafforzare il movimento noi non ci fermiamo, andiamo avanti ; in ogni istituto dobbiamo avere un referente dell’Associazione.

 

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TESTO DELLA COMMISSIONE GOVERNATIVA “GRATTERI” CHE RAPPRESENTA LA MODIFICA NORMATIVA CONNESSA ALLA PROPOSTA 2 DEL TAVOLO 15 ISTITUZIONE DEL CORPO DI GIUSTIZIA DELLO STATO PROPOSTA PER TUTTI I PROFILI PROFESSIONALI

L’amministrazione penitenziaria è struttura che conta oltre a molti dirigenti generali, un corpo dipolizia, un corpo di direttori, e varie professionalità. Una struttura ,definita dalla CommissioneGratteri, “pletorica che comporta altissimi costi per lo Stato e restituisce una azione inefficiente,perché paralizzata, in sede centrale, dall’eccesso di autonomia riconosciuta ai singoli settori, spessoin contrasto tra loro, e, in periferia, dai conflitti interni tra le diverse categorie. La riforma degliagenti di custodia del 1990 è rimasta per molti versi incompiuta, risolvendosi nella mera estensionedel compito di traduzione dei detenuti a quella che è rimasta in sostanza una polizia del carcere”. In effetti continua la relazione Gratteri “Solo riorganizzando il corpo che cura l’esecuzione della pena,
prevedendo funzioni organicamente collegate alla medesima ed attribuendogli uno specifico ruolo tra le forze di polizia, si potranno ottenere gli sperati risultati sul piano della efficienza nella esecuzione penale e della corrispondenza del percorso penitenziario alle finalità previste dall’art. 27 della Costituzione. Ineludibile appare l’esigenza di realizzare un Corpo di Giustizia che, come previsto in altri paesi occidentali, si occupi della sicurezza dei luoghi di detenzione e di coloro che ivi operano osono reclusi. Un Corpo di polizia che, dunque, provveda alla vigilanza ed all’assistenza nel percorso
segue comunicato n.7 ruoli tecnci

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E’ tempo di tirare le somme sui risultati raggiunti dal TAVOLO 15 DEGLI STATI GENERALI DELL’ESECUZIONE PENALE.

3 CONVEGNO

La sensazione è che finalmente il problema della riforma
dell’intero personale civile penitenziario attraverso
l’inserimento nel comparto sicurezza non è più un tabù e
non è irrealizzabile.
Qualcuno si ricorda quando iniziammo la battaglia
,qualche anno fa, la quasi totale contrarietà dei sindacati
su un tema che oggi è all’ordine del giorno e non viene
liquidato come una cosa inattuabile, anzi….
E’ vero nel TAVOLO 15 è emersa l’altra opinione non
favorevole alla riforma per la paura che ”la soppressione
delle figure degli educatori e degli assistenti sociali e
l’attribuzione delle relative funzioni al personale di un
corpo di polizia, seppure smilitarizzato e privato di
funzioni investigative, rappresenterebbe certamente un
arretramento…….”. Ma sembra una posizione minoritaria
e non in linea con i tempi. Infatti, non è condivisibile il
timore espresso quando l’80% del personale
penitenziario è già inserito nel comparto sicurezza.
Peraltro, la posizione PRO RIFORMA del TAVOLO 15
ricalca nello specifico la proposta della Commissione
Gratteri che da un’attenta lettura non riguarda solo
alcuni profili professionali ( vano tentativo di dividere il
personale) come sbandierato ai quattro venti ma tutti.
ORA TOCCA A NOI RAFFORZIAMO IL NOSTRO
MOVIMENTO SENZA SE E SENZA MA.
DIMOSTREREMO CHE LA STRAGRANDE
MAGGIORANZA DEL PERSONALE VUOLE LA
RIFORMA

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PENSIONE CON 40 ANNI DI CONTRIBUTI

COMUNICATI STAMPA

                         IL PRESIDENTE DI A.SI.A. FAVOREVOLE AL DDL DAMIANO

ROMA, 18/03/2016 – 00:00 (informazione.it – comunicati stampa – politica e istituzioni)

Il Presidente della Confederazione  Associazione Nazionale Ruoli Tecnici dr. Quirino Catalano concorda con il disegno di legge predisposto dal presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, che prevede il diritto alla pensione, indipendentemente dall’eta’, per chi abbia superato i 40 anni di attivita’ lavorativa e manifesta soddisfazione per la presa di posizione favorevole del sindaco di Torino Piero Fassino. E’ ora che si proceda ad una riforma della legge Fornero senza ulteriori ritardi per dare finalmente un segnale positivo alla ripresa economica occupando i posti lasciati liberi con nuove forze lavorative.

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NASCE Il MOVIMENTO DEI LAVORATORI PENITENZIARI TOTALMENTE DEDICATO ALLA RIFORMA DEL PERSONALE DEL COMPARTO MINISTERI, SIA DEL DAP CHE DEL DGM E DI COMUNITA’, MA NON SOLO……

cropped-anrtpp.jpgCari Colleghi,

abbiamo deciso di dar vita ad un movimento organizzato ed autonomo dalle varie forze politiche e sindacali, per rafforzare la ns battaglia per la Riforma del personale penitenziario, sia del DAP che del DGM e di comunità, vista la frammentazione sindacale su questo   importantissimo argomento, che ha portato a continui rinvii e ostacoli nell’approvazione del relativo progetto.

Abbiamo ritenuto dopo innumerevoli battaglie e l’esperienza acquisita attraverso petizioni; convegni alla Camera e innumerevoli incontri di rendere il movimento qualcosa di tangibile e di assolutamente verificabile attraverso le iscrizioni conteggiate dal MEF., in modo che fosse chiaro a tutti la volontà della stragrande maggioranza del personale penitenziario civile.

Il nostro è un Movimento di lavoratori non di parte, ma che intende raggruppare tutti i colleghi senza distinzioni alcuna. Ricordiamo che questa ASSOCIAZIONE ha dato la rappresentanza a migliaia di operatori penitenziari ,rimasti nel comparto ministeri, che lamentano la disparita di trattamento giuridico – economico, rispetto agli appartenenti al Comparto Sicurezza. In effetti, anni di scarsa attenzione per il personale civile penitenziario hanno comportato che il medesimo si trovasse a far parte di una delle poche categorie meno remunerate dell’amministrazione penitenziaria, nonostante l’elevata professionalita’, che lo contraddistingue e cardine del dispositivo costituzionale e legislativo in materia di trattamento e rieducazione.

Il nostro movimento in fase di costruzione già sta raccogliendo diverse adesioni e sono allo studio lo sviluppo di strategie oculate per avere un alto consenso e rafforzare la ns dignità di lavoratori agli occhi dell’opinione pubblica e delle istituzioni. E’ ovvio che tutte le nostre iniziative hanno bisogno del vs sostegno e dei vostri suggerimenti attraverso gli strumenti del blog ,internet, email per essere veloci e incisivi.

E’ il momento della scelta rompendo gli equilibri tradizionali   e dando vita ad un forte movimento dei lavoratori penitenziari frammentati tra amministrazione penitenziaria e giustizia minorile e di comunità.

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